Procedure più semplici per i gestori, i titolari e i legali rappresentanti di alloggi per uso turistico a Taormina che dovranno richiedere il Codice identificativo regionale (Cir) entro il prossimo 31 ottobre, così come da recente proroga disposta dalla Regione rispetto alla scadenza del 30 settembre scorso. Si potrà, infatti, utilizzare il modulo per il rilascio del Codice Identificativo Comunale (disponibile sul sito internet del Comune nella sezione Imposta di soggiorno) e, una volta ottenuto il numero di protocollo, effettuare la procedura telematica di registrazione sulla piattaforma [email protected] dell’Osservatorio Turistico Regionale per il rilascio del Cir.
Lo ha reso noto l’assessore al Turismo, Andrea Carpita, che sta seguendo l’evoluzione dell’iter normativo. “In considerazione dell’elevato numero di istanze di assegnazione del Cir pervenute alla Regione – spiega Carpita – è stata disposta la proroga dei termini al 31 ottobre e, contestualmente, è stato confermato l’obbligo di comunicazione dell’offerta di ospitalità ai comuni territorialmente competenti secondo la rispettiva modulistica. A tal proposito, nel caso di Taormina – conclude l’assessore – si può utilizzare il modulo per il rilascio del Codice Identificativo Comunale disponibile sul sito istituzionale nella sezione dell’imposta di soggiorno”. “Tutto questo è confermato dalla nota circolare n. 31913 del 26 settembre 2022 sull’istituzione del Codice Identificativo Regionale (Cir) delle strutture ricettive e degli alloggi per uso turistico”, aggiungono Paola Costa e Roberto Parisi, rispettivamente presidente e tesoriere di TaoXenia, associazione di categoria che rappresenta le strutture ricettive extra alberghiere taorminesi e sta collaborando con il Comune per la riorganizzazione dell’importante settore dell’ospitalità.

Il Cir è richiesto a tutte le strutture ricettive (ex legge regionale 27/96) compresi gli agriturismo, gli alberghi diffusi, i condhotel e i marina resort, ma anche agli alloggi per uso turistico in affitto per brevi periodi (inferiori a 30 giorni), comprese le “case vacanza”. Con questa misura, la Regione intende garantire un’offerta turistica trasparente sul territorio e contrastare forme irregolari di ospitalità.