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10/03/1988



Ascolta le intervista a Cateno De Luca e Federico Basile
MESSINA – Un Palacultura gremito, oltre duemila presenze e un clima da grande evento politico hanno fatto da cornice all’avvio ufficiale della campagna elettorale di Federico Basile in vista delle amministrative del 2026. L’incontro, moderato dalla giornalista Nadia Maio, ha rappresentato il primo grande momento pubblico della corsa verso Palazzo Zanca e ha segnato anche la presentazione della squadra politica che sosterrà il sindaco uscente nella nuova sfida elettorale.
Sul palco, accanto a Basile, il leader di Sud chiama Nord Cateno De Luca, protagonista insieme all’attuale sindaco di un racconto politico che ha ripercorso gli ultimi anni dell’amministrazione cittadina, dal 2018 a oggi, delineando una prospettiva per il futuro della città dello Stretto.
Dal 2018 alla nuova fase amministrativa
Nel suo intervento Cateno De Luca ha ricostruito le tappe del percorso politico che ha portato alla nascita dell’attuale esperienza amministrativa. “Riavvolgiamo il nastro e torniamo al 2018 – ha ricordato –. Abbiamo ereditato una non-città, una comunità rassegnata che si identificava nello slogan “a Messina non c’è nenti”. Non è stato facile convincere i messinesi che Messina poteva ripartire”.
Secondo De Luca, quella fase iniziale è stata caratterizzata da un intervento deciso per rompere un sistema che aveva paralizzato la città. “Abbiamo preparato il campo – ha proseguito – e nella fase successiva Federico Basile, dal 2022, ha portato avanti il percorso per la conquista della normalità. Dalla non-città siamo arrivati alla città, e ora ci aspetta la terza fase, quella strategica”.
Federico Basile ha ripercorso invece il momento del passaggio di testimone avvenuto nel 2022, quando De Luca gli propose di proseguire l’esperienza amministrativa nel segno della continuità. “Abbiamo costruito un sistema che funziona e che ha portato Messina a un livello di normalità che non conosceva – ha spiegato –. Sono stati otto anni che hanno stravolto il malcostume e dimostrato che si può amministrare con qualità. Il 2022 è stato uno spartiacque. Adesso la sfida è sviluppare strategicamente il futuro”.
Quindici liste per il consiglio comunale
L’evento è stato anche l’occasione per presentare le quindici liste che sosterranno la candidatura di Basile a sindaco. Una coalizione ampia che punta a costruire una presenza capillare nel territorio e che si propone di raggiungere un numero complessivo di candidati molto elevato.
Le liste presentate sono: Costa Blu, Liberi e Forti, Zancle, Il futuro è adesso, Orgoglio messinese, La politica del fare, Lavoro e solidarietà, Sviluppo sostenibile, Giovani con Cateno, De Luca sindaco, Messina protagonista, Amo Messina, Federico per Messina, Sud chiama Nord e Basile sindaco.
Nel complesso saranno 480 i candidati in corsa per il consiglio comunale di Palazzo Zanca, mentre 567 sono quelli destinati alle municipalità. Ad oggi sono già state raccolte 715 accettazioni di candidatura tra consiglio comunale e circoscrizioni, ma l’obiettivo dichiarato è arrivare a mille candidati complessivi entro la chiusura delle liste prevista per il 31 marzo. Un dato che evidenzia la dimensione organizzativa della macchina elettorale messa in campo e che, secondo gli organizzatori, dimostra il radicamento territoriale della coalizione.
I candidati alle municipalità
Nel corso della serata sono stati presentati anche i candidati alla presidenza delle sette municipalità cittadine. L’unica circoscrizione per la quale non è stato ancora ufficializzato il nome è la seconda, per la quale è stata annunciata una “sorpresa”.
Per le altre circoscrizioni i nomi sono già definiti: Enzo Messina, ex esponente dell’Udc, correrà per la prima municipalità; Lino Cucè, già presidente dal 2018 al 2022, sarà candidato nella terza; Renato Coletta nella quarta; Beatrice Belfiore nella quinta; Sasha Cardile nella sesta; e Ninni Caprì, figlio dell’ex consigliere comunale Giorgio Caprì, nella settima.
Nuovi ingressi e ritorni nella politica cittadina
Tra le novità della serata anche diversi nuovi ingressi nelle liste a sostegno di Basile. Si tratta in molti casi di figure già note della politica locale, alcune con esperienze da consiglieri comunali o amministratori.
Tra i nomi emersi figurano Angelo Burrascano, Paolo David, Paolo Mangano, Paolo Saglimbeni, Arturo Alonci e Giovanna Crifò. Particolare attenzione ha suscitato anche la presenza di Mirko Cantello, che proprio nei giorni scorsi aveva annunciato la rottura con il centrodestra e con il candidato sindaco Marcello Scurria.
Un segnale politico che conferma come la campagna elettorale per le amministrative del 2026 stia già ridisegnando equilibri e alleanze nello scenario politico cittadino.
La sfida del futuro e il nodo Ponte sullo Stretto
Nel suo intervento conclusivo Federico Basile ha indicato i valori che intende porre al centro della prossima fase amministrativa: “Serietà, responsabilità, visione e rispetto sono i principi che mi guidano e che continueranno a farlo – ha affermato –. Serietà nel lavoro e nella ricerca di soluzioni, responsabilità verso la cosa pubblica, visione strategica per continuare a far crescere Messina e rispetto reciproco tra amministrazione e cittadini”.
Secondo Basile la città è ormai pronta a compiere un ulteriore passo in avanti. “Abbiamo preso una macchina con tanti problemi che altri non avevano saputo gestire – ha sottolineato –. Oggi siamo in una fase diversa: Messina è pronta a passare dagli obiettivi alla strategia, per raggiungere i risultati che merita”.
Un passaggio che, secondo De Luca, dovrà tenere conto anche delle grandi partite infrastrutturali che riguardano il territorio. Tra queste il progetto del Ponte sullo Stretto. “La procedura per il Ponte – ha osservato – non può tenere Messina fuori da un ruolo strategico”.
Con l’evento del Palacultura si apre dunque ufficialmente una campagna elettorale che si preannuncia lunga e intensa. Le liste non sono ancora completamente definite e nuove candidature potrebbero emergere nelle prossime settimane, ma il messaggio lanciato dal palco è chiaro: la coalizione che sostiene Basile punta a presentarsi alle urne con una struttura ampia e radicata, pronta a giocare una partita decisiva per il futuro politico della città.
YAOUNDÉ – Una missione la cui portata non si riduce esclusivamente nei numeri raggiunti, ma che si contraddistingue per gli sguardi dei bambini che tornano a respirare senza fatica e nelle lacrime di sollievo delle madri che, per la prima volta, intravedono un futuro diverso per i propri figli. Questo il bilancio della prima missione del 2026 appena conclusa in Camerun che ha coinvolto il Centro di Cardiochirurgia Pediatrica di Taormina Bambino Gesù impegnato nel progetto “Cuori Ribelli”, promosso dall’Asp di Messina e sostenuto dalla Ong Una Voce per Padre Pio, presieduta da Enzo Palumbo.
Dal 1° al 7 marzo, l’équipe italiana è tornata al lavoro presso il General Hospital di Yaoundé, riaccendendo un programma di cooperazione sanitaria che, in appena un anno, ha già cambiato il destino di centinaia di bambini. Con le quattro missioni svolte nel 2025 erano stati 107 piccoli pazienti operati affetti da cardiopatie congenite, mentre con i risultati dell’ultima settimana il bilancio complessivo del primo anno di attività del progetto, avviato nel marzo 2025, sale a 148 il numero degli interventi cardiochirurgici pediatrici, un traguardo significativo in un contesto sanitario dove l’accesso a cure altamente specialistiche resta ancora limitato.
Guidata dal cardiochirurgo Sasha Agati, l’équipe del centro di Taormina ha lavorato senza sosta compiendo in pochi giorni ben 41 interventi cardiochirurgici ed eseguendo oltre 200 visite a bambini, molti dei quali saranno presi in carico nelle prossime missioni. Parallelamente all’attività clinica, il progetto ha raggiunto un obiettivo strategico fondamentale: la formazione di una squadra sanitaria camerunense in grado di affrontare autonomamente alcune cardiopatie congenite meno complesse. Un risultato che rappresenta un passo decisivo verso la progressiva autonomia del centro di Yaoundé e verso la costruzione di un sistema sanitario locale più solido e autosufficiente.
Tra gli interventi più significativi della missione spicca un risultato storico per la cardiochirurgia africana, che per la prima volta in Camerun e nell’Africa subequatoriale ha eseguita la correzione chirurgica di una trasposizione delle grandi arterie (Tga) su un bambino di tre mesi. La Tga, patologia cardiaca congenita particolarmente complessa che nei Paesi occidentali viene generalmente operata alla nascita, entro le prime due settimane di vita, richiedendo una gestione post-operatoria lunga e delicata. Il piccolo Mathis, giunto in sala operatoria in condizioni cliniche particolarmente compromesse è il protagonista di un intervento riuscito e di una storia simbolo di ciò che la cooperazione sanitaria internazionale può rendere possibile anche nei contesti più difficili.
Il progetto “Cuori Ribelli” non si ferma alla chirurgia. Accanto alle missioni mediche, l’associazione Una Voce per Padre Pio promuove infatti anche iniziative sociali ed umanitarie nei territori più fragili. Durante la missione è stato inaugurato un pozzo d’acqua potabile nel villaggio di Ecumtic, nel distretto di Lobo, dove fino a poco tempo fa gli abitanti erano costretti a percorrere lunghi chilometri nella foresta per raggiungere una fonte d’acqua ed un secondo pozzo verrà realizzato grazie al sostegno dell’imprenditore etiope del settore del caffè Berhan Tetla, che ha conosciuto il progetto e il dottor Agati lo scorso dicembre durante un soggiorno a Taormina. Da quell’incontro è nata una nuova collaborazione che porterà il gruppo italiano ad una missione in Etiopia nel mese di aprile, presso l’ospedale Ethio Istanbul di Addis Abeba. Anche lì le operazioni saranno eseguite gratuitamente per i bambini delle famiglie che non hanno accesso alle cure specialistiche, con l’attività medica finanziata da Una Voce per Padre Pio e la logistica sostenuta dallo stesso Tetla.
A testimoniare il valore umano e diplomatico dell’iniziativa, durante la missione ha visitato l’ospedale anche l’ambasciatrice d’Italia in Camerun, Natalia Saginiti, che ha voluto incontrare i medici e le famiglie dei piccoli pazienti: “È un’emozione grandissima tornare qui dopo qualche mese e rivedere la commozione e la speranza negli occhi delle mamme, i bambini che riprendono a sorridere”, ha dichiarato. “La speranza è quella di vedere numeri sempre più in crescita e un’intesa tra le due équipe sempre più profonda”. I risultati, del resto, parlano da soli: “In un anno il progetto sostenuto da Una Voce per Padre Pio e dal partenariato con l’ospedale generale di Yaoundé ha superato quota 140 interventi. Solo in questa settimana sono stati operati circa 40 bambini e oltre 300 sono stati visitati in vista delle prossime missioni”. L’ambasciatrice ha quindi ribadito il sostegno della sede diplomatica italiana al progetto, avviato dal suo predecessore Filippo Scammacca del Murgo: “Per l’Ambasciata è un onore poter rappresentare una delle espressioni più belle del nostro Paese come solidarietà, tecnologia, generosità e attenzione verso il prossimo”.
La missione appena conclusa racconta così una storia che parte da Taormina e arriva nel cuore dell’Africa, dove la medicina diventa ponte tra culture e possibilità di futuro. Accanto al cardiochirurgo Sasha Agati, a comporre l’équipe italiana la cardiologa Rita Calaciura, la neonatologa Valeria Manzo, i perfusionisti Samuele Puglisi e Giorgia Raneri,gli strumentisti Angelo Sanzone e Alice Vailati, gli infermieri Giuseppe Trischitta, Mario Cortiello e Davide Calabrò ed il reporter Matteo Arrigo al seguito della missione. Un lavoro di squadra che, partendo da Taormina, continua a portare nel mondo una delle eccellenze della sanità italiana, trasformando la cardiochirurgia pediatrica in uno strumento di cura, cooperazione e speranza.

