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GIARDINI NAXOS si avvicina alle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio 2026 con un quadro politico ancora fluido, segnato da divisioni e tentativi non riusciti di costruire una sintesi condivisa. In questo scenario si inserisce la candidatura di Giuseppe Biondo, già sindaco di Castelmola dalla fine degli anni Novanta fino al 2007, che ha scelto di intraprendere un percorso autonomo dopo il fallimento del tavolo unitario tra le diverse anime civiche. Ospite della trasmissione Tao Mattina Live su Radio Taormina Tv, condotta da Carmelo Caspanello, Biondo ha delineato i contorni della propria proposta politica, soffermandosi sulle ragioni della rottura e sulle prospettive per la città.
Una candidatura nata dalla rottura del tavolo unitario
Il confronto tra gruppi civici e forze organizzate, che nelle scorse settimane aveva alimentato l’ipotesi di una candidatura condivisa, non è riuscito a trovare una sintesi. Un esito che, come emerso anche nel dibattito pubblico locale, ha aperto la strada a più candidature e a una competizione elettorale ancora tutta da definire.
“Il percorso unitario si è interrotto perché sono emerse logiche personalistiche che hanno reso impossibile una visione comune – ha spiegato Biondo durante l’intervista – quando prevalgono le ambizioni individuali diventa difficile costruire un progetto serio per la città”.
Una frattura che, secondo il candidato, rischia di indebolire l’intero fronte civico, ma che allo stesso tempo ha reso necessaria una proposta alternativa, capace di parlare a un elettorato più ampio e meno legato a dinamiche di appartenenza.
Un progetto politico tra autonomia e apertura
La scelta di scendere in campo in autonomia non viene presentata come una chiusura, ma come il tentativo di avviare un percorso diverso. “La nostra è una candidatura autonoma, ma non isolata” – ha sottolineato – “l’obiettivo è aggregare attorno a un progetto credibile chi ha a cuore il futuro di Giardini Naxos”.
Al centro della proposta c’è il superamento della frammentazione attraverso un metodo partecipativo, che punta a coinvolgere cittadini, associazioni e categorie produttive nella costruzione del programma. Un’impostazione che si accompagna alla volontà di rinnovare la classe dirigente, selezionando amministratori sulla base di competenze e capacità operative.
Il ruolo della squadra e i criteri di scelta
Uno degli elementi su cui Biondo insiste maggiormente è la centralità della squadra amministrativa. Non solo nomi, ma un vero e proprio gruppo di lavoro capace di garantire continuità e stabilità all’azione di governo.
“La differenza la farà la qualità delle persone che saranno chiamate ad amministrare” – ha evidenziato – “servono figure competenti, libere da condizionamenti e pronte ad assumersi responsabilità concrete”.
La squadra è ancora in fase di costruzione, ma i criteri indicati sono chiari: competenza, affidabilità e capacità di lavorare in modo collegiale. Un approccio che punta a evitare quelle dinamiche tradizionali che spesso finiscono per condizionare l’attività amministrativa.
Le priorità: territorio, turismo e servizi
Nel merito dei contenuti, il candidato individua alcune priorità immediate. La tutela del territorio e delle spiagge rappresenta uno dei punti centrali, insieme alla necessità di un rilancio economico e turistico che superi le criticità emerse negli ultimi anni. “Il turismo è la nostra principale risorsa, ma non è stato gestito con una visione strategica” – ha osservato – “serve una programmazione seria, capace di valorizzare il territorio e migliorare i servizi”.
Accanto a questo, spazio anche ai temi sociali e alla qualità della vita, con l’obiettivo di rispondere in modo più efficace ai bisogni della comunità locale.
Macchina amministrativa e trasparenza
Un altro nodo riguarda il funzionamento della macchina comunale. Biondo parla apertamente della necessità di una riorganizzazione, evidenziando come le criticità attuali siano legate sia alla burocrazia sia alla gestione politica.
“Non basta intervenire sugli uffici, serve una guida politica chiara e coerente” – ha spiegato – “solo così si può garantire efficienza e trasparenza”. Tra le priorità anche il rafforzamento dei meccanismi di controllo e la costruzione di un rapporto più diretto tra amministrazione e cittadini.
Uno scenario ancora aperto
La candidatura sostenuta dal movimento “Risveglio Civico” rappresenta, allo stato attuale, uno dei tasselli di un quadro politico in evoluzione. Resta aperta la possibilità di ulteriori convergenze, anche se il percorso appare ancora incerto. “Il nostro progetto nasce in ambito civico, ma è aperto a chi condivide un’idea seria di governo della città” ha precisato Biondo, lasciando intendere che da qui alle elezioni potrebbero emergere nuovi equilibri.
La visione: un nuovo inizio per Giardini Naxos
Guardando al futuro, il candidato parla di “nuovo inizio” per la città, inteso come cambio di metodo e di approccio più che come semplice alternanza politica.
“La scelta strategica più importante sarà quella di mettere da parte le divisioni e costruire una visione condivisa – ha concluso – l’errore che non possiamo più permetterci è quello di restare fermi”.
In chiusura, un messaggio diretto agli elettori: “Chiedo fiducia per costruire insieme un progetto serio, fondato su competenza, partecipazione e responsabilità”. Una candidatura che si muove in un contesto complesso, ma che punta a intercettare quella domanda di stabilità e concretezza che oggi attraversa il dibattito politico locale.
MESSINA – Una città in cerca di una nuova identità, sospesa tra vocazione culturale, ambizioni turistiche e necessità di sviluppo economico. È questo il filo conduttore dell’intervento di Enzo Caruso, candidato al Consiglio comunale, ospite della trasmissione Tao Mattina Live su Radio Taormina Tv, condotta da Carmelo Caspanello. Un confronto serrato, che ha attraversato risultati amministrativi, criticità e prospettive future, mettendo al centro il ruolo di Messina nel contesto siciliano e nazionale.
Nel corso dell’intervista, Caruso ha ripercorso la sua esperienza da assessore alla Cultura e al Turismo, soffermandosi sulla necessità di passare dalle dichiarazioni di principio ai risultati concreti. Il tema del rilancio culturale è stato uno dei punti chiave: negli ultimi anni, la città ha puntato su eventi e iniziative, ma resta aperto il dibattito sulla capacità di trasformare queste attività in un sistema strutturato, capace di generare flussi turistici stabili e misurabili.
La questione dei numeri, infatti, rimane centrale. Se da un lato si registra un aumento dell’attenzione verso Messina, dall’altro gli operatori del settore segnalano ancora una frammentazione dell’offerta e una rete culturale non sempre pienamente integrata. Da qui l’interrogativo: la strategia adottata ha prodotto risultati duraturi o si è limitata a interventi episodici?
Tra memoria, patrimonio e identità cittadina
Un passaggio significativo è stato dedicato al tema dell’identità, con riferimento anche al caso dell’Archivio di Stato, definito da Caruso “un pugno nello stomaco”. Una vicenda che ha assunto un valore simbolico, diventando terreno di confronto tra tutela della memoria storica e bisogni concreti dei cittadini. La sfida, secondo il candidato, è tradurre questi valori in azioni capaci di incidere sulla vita quotidiana, evitando che restino confinati nella dimensione del dibattito politico.
In questo quadro si inserisce anche il progetto dei Forti dello Stretto, indicato come uno degli assi portanti dell’azione amministrativa. L’obiettivo è trasformare questi siti in attrattori turistici reali, ma restano interrogativi sulla loro piena fruibilità e sull’effettivo inserimento in un circuito stabile. Il rischio, più volte evocato, è quello di progetti suggestivi ma difficili da rendere economicamente sostenibili.
Cultura, economia e sfida elettorale
Il rapporto tra cultura e sviluppo economico è un altro nodo cruciale. “Non c’è turismo senza cultura” è uno dei principi ribaditi da Caruso, ma la questione resta aperta: la cultura a Messina è oggi in grado di generare occupazione stabile o continua a essere legata prevalentemente a eventi temporanei? La percezione della città come luogo di passaggio, inoltre, rappresenta un limite ancora da superare, soprattutto se confrontata con altre realtà siciliane più consolidate sul piano turistico.
Nel passaggio alla dimensione politica, Caruso ha riconosciuto la necessità di fare i conti anche con gli errori del passato, evidenziando l’importanza di rafforzare la programmazione e la continuità delle azioni. La cultura, ha sottolineato, deve diventare una priorità reale e non subordinata ad altri settori.
Guardando alla campagna elettorale, il candidato ha rilanciato su impegni concreti e verificabili, puntando su una visione di medio periodo capace di produrre risultati visibili. Tra i temi centrali anche quello dei giovani, sempre più spesso costretti a lasciare la città: la sfida è creare opportunità reali, in cui cultura e turismo possano rappresentare non solo un valore identitario, ma anche un’alternativa occupazionale credibile. La prospettiva delineata è quella di una Messina che, nei prossimi anni, possa trovare un equilibrio tra dimensione turistica, vocazione universitaria e sviluppo economico, superando definitivamente l’etichetta di città di passaggio. Una sfida complessa, che passa dalla capacità di trasformare visioni e progetti in risultati tangibili.
