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MESSINA – La Zona Falcata torna al centro del confronto politico e istituzionale come una delle principali sfide per il futuro di Messina. Un’area dal valore storico, culturale e paesaggistico straordinario, ma da anni segnata da degrado e incompiute, che adesso prova a rilanciare la propria centralità attraverso un progetto di recupero e valorizzazione destinato a incidere sull’intero territorio dello Stretto.

A rilanciare il tema è stata la visita del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, che ha effettuato un sopralluogo nella Falce insieme al candidato sindaco del centrodestra Marcello Scurria, alla vicesindaca designata Matilde Siracusano e ai rappresentanti della coalizione. L’obiettivo dichiarato è quello di restituire finalmente alla città uno spazio strategico e identitario, trasformandolo in un luogo fruibile, sostenibile e integrato nel tessuto urbano.

Il recupero della Falce tra ambiente e sviluppo

Nel corso della visita, il ministro ha evidenziato la necessità di affrontare il recupero della Zona Falcata con una visione ampia, che tenga insieme bonifiche, tutela ambientale e valorizzazione storica. “Ridare alla città e al territorio la vivibilità di questa grande area vuol dire permettere che sia finalmente fruibile. Bisogna ripristinarla rispettando l’equilibrio ambientale dei luoghi. Ci stiamo lavorando”, ha dichiarato Pichetto Fratin.

La Falce rappresenta infatti uno dei luoghi più emblematici di Messina, sia dal punto di vista urbanistico che simbolico. Per anni, però, il potenziale dell’area è rimasto inespresso, frenato da problemi ambientali, iter complessi e mancanza di interventi strutturali capaci di avviare una reale trasformazione.

La questione delle risorse economiche

Uno dei temi centrali affrontati durante il sopralluogo riguarda le risorse necessarie per il rilancio dell’area. Il ministro ha spiegato come l’entità degli interventi richiesti renda indispensabile un investimento significativo, lasciando intendere che i fondi attualmente previsti potrebbero non essere sufficienti per completare l’intero progetto.

“Sono necessari grandi investimenti – ha aggiunto Pichetto Fratin – probabilmente non bastano 20 milioni per dare una soluzione definitiva, ma è la strada giusta per consegnare alle future generazioni un territorio vivibile”. Parole che confermano la complessità di una riqualificazione che punta non soltanto alla sistemazione urbanistica della Falce, ma anche alla sua trasformazione in un nuovo polo culturale, turistico e ambientale per la città.

La Real Cittadella e il progetto della Città Metropolitana dello Stretto

Al centro della strategia di recupero c’è anche la valorizzazione della Real Cittadella, la fortezza cinquecentesca che domina la Zona Falcata e che rappresenta uno dei monumenti storici più importanti di Messina. Il recupero del complesso monumentale viene considerato parte integrante del progetto complessivo di rilancio dell’area.

L’intervento rientra nel programma politico di Marcello Scurria, che punta alla realizzazione della “Città Metropolitana dello Stretto”, un sistema pensato per mettere in rete beni storici, culturali e paesaggistici del territorio. L’idea è quella di trasformare la Falce in uno spazio finalmente aperto alla città, capace di coniugare memoria storica, sostenibilità e sviluppo economico, restituendo ai messinesi uno dei luoghi più rappresentativi della loro identità.

Il titolare dell’Ambiente in visita nell’area della Falce con Marcello Scurria e Matilde Siracusano: focus sul rilancio della Real Cittadella e sulla riqualificazione di uno dei luoghi simbolo della città
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