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MESSINA – La nuova Akademia Sant’Anna prende forma giorno dopo giorno sul parquet di Palazzo Monopolio. Ieri sera, al termine della seduta di allenamento al PalaTracuzzi, abbiamo incontrato Elena Rolando e Veronica Quero, due dei volti del rinnovato organico messinese, per raccontare attraverso le loro parole l’avvio della preparazione verso il campionato di Serie A2 2026/27.
Due giocatrici con età, caratteristiche e percorsi differenti, accomunate dalla stessa nuova sfida. Da una parte l’esperienza del libero Rolando, dall’altra la gioventù e le prospettive della centrale Quero. Nelle interviste realizzate a Palazzo Monopolio emerge soprattutto il momento che sta vivendo Akademia: una squadra quasi interamente nuova che deve conoscersi, costruire gli automatismi e trovare la propria identità.
Coach Leo Barbieri sta lavorando proprio su questi aspetti in vista di una stagione che presenterà la novità del girone unico. Il campionato scatterà il 4 ottobre con la trasferta di Roma, mentre l’11 ottobre le SuperGirls debutteranno davanti al pubblico del PalaRescifina contro il Club Italia.
Rolando, esperienza e solidità per la seconda linea
Classe 1999, originaria di Alba, Elena Rolando è uno dei profili di maggiore esperienza a disposizione di Barbieri. Il libero arriva a Messina dopo l’esperienza francese con il Racing Club de Cannes e porta con sé un percorso maturato tra Serie A2, massima serie con Chieri e competizioni europee.
In un roster particolarmente giovane, la sua esperienza può diventare un riferimento anche nella crescita collettiva. Insieme a Sofia Gazzola compone il reparto dei liberi e proprio ricezione, difesa e organizzazione della seconda linea rappresentano alcuni dei meccanismi da affinare durante queste settimane.
Al termine dell’allenamento abbiamo parlato con Rolando soprattutto della nuova Akademia che sta nascendo, delle prime indicazioni arrivate dal lavoro con Barbieri e del ruolo che una giocatrice con il suo bagaglio può assumere all’interno di un gruppo profondamente rinnovato. Spazio anche alle prime impressioni su Messina e a un PalaRescifina che la squadra punta a trasformare nuovamente in un importante punto di forza.
Quero, il talento azzurro cresce a Messina
Percorso differente per Veronica Quero, centrale classe 2007 di 191 centimetri, tra le giocatrici sulle quali Akademia ha deciso di investire in prospettiva. Arriva dal Club Italia dopo una stagione di Serie A2 chiusa con 190 punti in 26 presenze, 45 muri e 21 ace.
Il suo curriculum comprende già esperienze importanti con le Nazionali giovanili e un’estate 2026 impreziosita dalla conquista del titolo europeo Under 22. A Messina si apre adesso una fase nuova: mettere il talento maturato nel percorso federale al servizio degli obiettivi di un club. Con Quero, incontrata anche lei ieri sera a Palazzo Monopolio, abbiamo approfondito soprattutto le prime sensazioni sul nuovo gruppo, l’intesa che sta nascendo in palestra e il lavoro con le palleggiatrici, fondamentale per una centrale. Ma anche il significato di questa nuova tappa della carriera e il rapporto che sta cominciando a costruire con Messina.
Il nuovo gruppo cerca la propria identità
La preparazione è ancora nella fase iniziale e per Akademia il lavoro da compiere è inevitabilmente molto. Il roster è stato profondamente ridisegnato e prima degli aspetti puramente tecnici occorre costruire conoscenza reciproca, comunicazione e fiducia. È questo il filo che lega anche le parole di Rolando e Quero raccolte al termine dell’allenamento: esperienza e gioventù che devono fondersi all’interno dello stesso progetto. Barbieri avrà ancora diverse settimane per definire equilibri e gerarchie prima che il risultato cominci a contare.
Dal PalaTracuzzi al PalaRescifina
Palazzo Monopolio è in queste settimane il luogo nel quale si costruisce quotidianamente la nuova Akademia. Il PalaRescifina tornerà invece a essere il palcoscenico delle gare interne e il punto d’incontro con il pubblico messinese. L’11 ottobre, contro il Club Italia, arriverà il primo esame casalingo. Prima ci saranno settimane di lavoro e il debutto esterno del 4 ottobre a Roma. Per Rolando, Quero e le loro compagne il percorso è appena cominciato. La nuova Akademia parte dalla palestra, da un gruppo tutto da costruire e dall’obiettivo di trovare rapidamente un’identità capace di accompagnarla nella lunga stagione di Serie A2.
LAMPEDUSA – Tutto comincia con l’avvistamento di un delfino. Durante una traversata in gommone da Linosa verso Lampedusa, le persone a bordo notano il cetaceo saltare e muoversi poco distante dall’imbarcazione. Decidono di avvicinarsi e, solo allora, si accorgono che accanto a lui c’è una grande tartaruga marina. L’episodio si verifica intorno alle 18.30, a metà navigazione. Il delfino continua a muoversi vicino alla tartaruga e il suo comportamento incuriosisce chi sta osservando la scena: l’impressione è che cerchi quasi di accompagnare l’animale verso il gommone. È avvicinandosi ulteriormente che emerge il problema. La tartaruga ha un amo con una lenza in bocca e necessita di assistenza.
La tartaruga recuperata e portata a Lampedusa
Le persone a bordo riescono a recuperare l’animale e a portarlo sul gommone. Viene quindi contattato il Centro di recupero tartarughe marine di Lampedusa, mentre l’imbarcazione prosegue il viaggio verso l’isola. All’arrivo ad attendere la tartaruga ci sono la dottoressa Daniela Freggi, responsabile del Centro, e i suoi collaboratori, prontamente intervenuti con un furgone per prenderla in carico. L’animale viene quindi trasportato nella struttura, dove potrà essere sottoposto alle verifiche necessarie.
Il comportamento del delfino
A rendere particolare l’episodio è soprattutto quanto accaduto prima del recupero. È infatti il delfino ad attirare inizialmente l’attenzione delle persone a bordo e a portarle ad avvicinarsi alla zona in cui si trova la tartaruga. Non è possibile stabilire se il cetaceo avesse percepito la difficoltà dell’animale e stesse intenzionalmente cercando di richiamare l’attenzione delle persone o di accompagnare la tartaruga verso il gommone. È questa l’impressione avuta da chi ha assistito alla scena.
La successione dei fatti resta però significativa: prima l’avvistamento del delfino, poi la scoperta della tartaruga con l’amo e infine il recupero, concluso a Lampedusa con la presa in carico dell’animale da parte del Centro specializzato.



