L’ignoranza genera arroganza mentre la competenza genera dubbio e cautela: questo fenomeno è noto come effetto Dunning-Kruger. Le persone incompetenti, non solo sono inefficaci nelle strategie che mettono in atto nel perseguire i propri obiettivi, ma non sono in grado di rendersene conto. Essi pensano al contrario di essere migliori degli altri: questo fenomeno prende il nome di “effetto Dunning-Kruger” dal nome dei due psicologi della Cornell University che lo identificarono nel 1999.

Lo studio evidenziava in modo chiaro come gli incompetenti non si rendano conto di esserlo e tendano a sovrastimare significativamente le proprie abilità. Lo psicologo Adam Grant sostiene infatti che “la prima regola del club Dunning-Kruger è che nessuno sa di essere un membro del club”.

Dunning e Kruger hanno condotto una serie di esperimenti su gruppi di studenti universitari. In tutti gli esperimenti effettuati, seppur in presenza di una tendenza generalizzata degli studenti a sopravvalutare la propria performance, gli incompetenti avevano avuto un livello di sopravvalutazione significativamente superiore a quello di tutti gli altri, e in tutti i casi pensavano di avere avuto risultati decisamente migliori rispetto alla media.

Le persone incompetenti reagiscono generalmente male ad una cattiva valutazione o ad un feedback negativo, sia esso all’università, sul lavoro o nella vita, proprio perché hanno un gap cognitivo molto importante tra la propria autovalutazione e la loro effettiva abilità.

Gli studenti competenti erano risultati vittime dell’effetto del falso consenso o sindrome dell’impostore: in assenza di dati che dimostrano il contrario, le persone competenti ritengono che anche gli altri siano in possesso delle loro qualità e possano arrivare agli stessi risultati o alle stesse conclusioni.

Si determina quindi il paradosso secondo il quale “il problema dell’umanità è che gli stupidi sono molto sicuri, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi”.