Da oriente a occidente, in moltissime città siciliane, ogni 20 gennaio, si celebra San Sebastiano, il martire che morì trafitto dalle frecce per aver difeso la fede cristiana.

Ci sono storie degne dei migliori romanzi che possiamo trovare nei posti più inaspettati. Una di queste è la storia di un santo tra i più amati della cristianità e che in Sicilia è protagonista di antichi culti e tradizioni tra le più affascinanti dell’Isola.

Il culto di San Sebastiano in Sicilia

San Sebastiano è oggetto di antico culto in Sicilia, da sempre molto amato e venerato, è un santo moderno, eroico e mistico a cui sono stati da sempre attribuiti numerosi eventi miracolosi o straordinari.

La storia del Santo

Sebastiano, giovane soldato romano al servizio dell’impero di Diocleziano fu brutalmente ucciso per aver difeso la fede cristiana.

Milanese di nascita, romano per lavoro, siciliano per santità.

Con queste poche parole si può riassumere la mitica e straordinaria storia del Santo Sebastiano.

Sebastiano è dunque a Milano, comandante della prima coorte pretoriana, di fatto la guardia del corpo imperiale, tanto stimato da Diocleziano e da Massimiano, che i due regnanti ne reclamano continuamente la presenza.

I due regnati ignorano però che il loro favorito è cristiano.

Egli dissimula la sua fede per meglio recare conforto ai correligionari perseguitati e rinsaldare la loro volontà di martirio a testimonianza del loro credo, quando, sotto i tormenti, questa vacilla, si narra infatti di numerosi intercessioni di liberazioni di cristiani condannati a morte.

Dalla Depositio Martyrum, nel Cronografo del 354, un almanacco che conteneva, fra l’ altro, liste di santi con le date del loro martirio, conosciamo il giorno della sua morte: il 20 gennaio e il luogo della sua inumazione in catacumbas, cioè le catacombe lungo la via Appia, sulle quali, nella prima metà del IV secolo, fu eretta la grande basilica cimiteriale di san Sebastiano.

Il culto e le feste a lui legate in Sicilia

Numerose le feste dedicate in Sicilia al Santo miracoloso, sapete quali sono?

La festa di San Sebastiano a Barcellona Pozzo di Gotto (Messina)

San Sebastiano è il protettore della città di Barcellona, in provincia di Messina.

Il 20 gennaio di ogni anno la città è in festa.

Migliaia di persone si riversano per le strade soprattutto tra Piazza San Sebastiano e Piazza Duomo.

Le strade sono piene di ambulanti che servono la “Giaurrina un dolce tipico della festa di San Sebastiano al miele.

La processione, che si snoda per le vie della città, è l’evento culminante. È con il 20 gennaio che i barcellonesi segnano la fine delle festività natalizie.

La festa di San Sebastiano a Maniace (Catania)

Dal 20 al 27 gennaio a Maniace, provincia di Catania si svolge la festa.

La tradizione ci tramanda che proprio in questo giorno (il 20 gennaio) il Santo, dopo il rifiuto di abbandonare la fede cristiana, venne ucciso a colpi di bastone.

Altre versioni dicono che fu martirizzato con delle frecce come lo ritroviamo in tutte le immagini.

Ma alle ferite delle frecce il Santo riuscì a sopravvivere e si presentò a Diocleziano nel tentativo di convertirlo. Fu nuovamente arrestato e questa volta ucciso.

A Maniace la festa inizia il 19 con una bella e sentita processione per vie cittadine.

La festa di San Sebastiano a Mistretta (Messina)

San Sebastiano è il protettore anche della città di Mistretta (nella foto di copertina), in provincia di Messina.

La Festa si svolge due volte l’anno: il 20 gennaio e il 18 agosto la “Festa ranni” o la “Festa di vutu”.
La pesante vara di legno massiccio e oro su cui è posta la statua del Santo è portata a piedi scalzi da 60 cittadini che hanno il posto assegnato, spesso tramandato dai padri.

La vara è preceduta, nella sua corsa per tutto il perimetro della città, dalla Varetta che contiene le reliquie di San Sebastiano ed è piena di ceri votivi – simbolo di grazie ricevute – sostenuta da giovani.

Tutto il popolo corre dietro al Santo per le viuzze strette del centro storico dove il fercolo del Santo passa a malapena per la sua maestosità.

La città si riempie di gente, gli emigranti ritornano con la propria famiglia e la gente dei paesi vicini è attratta dallo sfarzo e dalla grandiosità della festa.

La festa di San Sebastiano a Acireale (Catania)

Il Santo che “nesci nudu e si cogghi ‘u friddu” compatrono della città di Acireale insieme a Santa Venera.

San Sebastiano è il messaggero della primavera e anche di quella festa del Re Burlone pronta a colorare il febbraio acese.

La festa più amata dagli acesi si svolge il 20 di gennaio di ogni anno.

La festa di San Sebastiano a Ciminna (Palermo)

Gli appuntamenti folcloristici legati alla tradizione religiosa di Ciminna iniziano con i festeggiamenti di San Sebastiano Martire nel quartiere di Santa Niria”.
A caratterizzare questa festività sono le arance, frutto dell’albero in cui secondo la storia San Sebastiano è stato martirizzato, distribuite ai fedeli che si recano in visita per le preghiere devozionali.

La festa di San Sebastiano a Tortorici (Messina)

La lunga festa in onore del santo martire inizia il primo gennaio con il suono della campana e l’esposizione del Santo alla Città.

La prima manifestazione è la Bula che cade il sabato più vicino al 13 gennaio

La festa cade sempre il 20 gennaio, i devoti che hanno un voto da sciogliere, vanno nudi al Santo, gli uomini, in segno penitenziale vestono di bianco con camicia e pantalone, un fazzoletto piegato a mò di triangolo al cinto e a piedi nudi.

Le donne, a piedi nudi almeno le più devote, indossano camice e gonne bianche, il fazzoletto copre la testa e precedono e seguono, nella processione o nella questua, il Santo.

La festa di San Sebastiano a Cerami (Enna)

Festa del patron a Cerami (EN)con la tradizionale processione con cavalcata di figuranti in costume romano.

La mattina del giorno 27,  vigilia della festa, si svolge la “‘A ‘ntrata u lauru” (entrata dell’alloro), storico corteo per la tradizionale offerta dell’alloro al Santo protettore, con le tipiche “bannere” portate dai devoti sulla testa.

Al seguito delle quali stanno i cavalieri al dorso dei loro cavalli che, partiti da Piazza San Sebastiano, si recano a ossequiare Sant’Oliva, cugina presunta del Santo protettore.

Qui viene degustato pane e formaggio, il tutto accompagnato con un buon vino. La cavalcata termina non appena si ritorna alla Chiesa di partenza.

Ecco dove si celebra San Sebastiano in Sicilia: a Siracusa e in provincia a Ferla, Avola, Melilli, Cassaro, Canicattini Bagni, Francofonte, Belvedere, Carlentini, Floridia, Sortino e Augusta; a Catania e in provincia ad Acireale, Santa Venerina, Giarre, Riposto, Fiumefreddo, Piedimonte Etneo, Presa, Maniace e San Giovanni La Punta; in provincia di Messina a Barcellona Pozzo di Gotto, Tortorici, Mistretta, Motta d’Affermo, Gaggi, Graniti, Limina, Mongiuffi Melia, Pagliara e Capizzi; in provincia di Ragusa a Chiaramonte Gulfi. E infine in provincia di Enna a Cerami e Troina, a Caltanissetta e a Gela e in provincia di Palermo a Ciminna e a Capaci.