Il mito di Parigi accoglie ogni anno milioni di turisti, provenienti da tutte le parti del mondo. La cultura giapponese dipinge la capitale francese come un piccolo borgo da cartolina, un luogo ideale dove tutti sono felici, ricchi e innamorati. Quando il turista si trova a che fare con la metro affollata, il caos e la sporcizia delle strade e gli abitanti, ecco che il sogno si infrange.

Gli effetti di questa disparità tra la città idealizzata e quella reale si manifesta con un disturbo che prende il nome dalla città stessa. La sindrome di Parigi è una patologia psicosomatica rara che affligge in modo particolare i turisti orientali in visita alla capitale francese. Dalle ricerche risulterebbe che i turisti affetti da questa sindrome sperimentino un disagio derivante dalla differenza fra la visione idealizzata della capitale francese che avevano maturato in patria. Una idealizzazione costruita dalla televisione e dal cinema e l’effettiva visione di cui prendono atto durante il soggiorno nella città.

Gli effetti di questa disparità tra la città idealizzata e quella reale si manifestano con un disturbo che, a seconda dei casi, va dallo stordimento al senso di delusione, fino a stati d’ansia, sudorazione fredda, allucinazioni, depressione e manie di persecuzione, irritabilità e possibilità di arresto cardiaco. Tale è l’impatto dello shock culturale che sono traumatizzati e hanno persino bisogno di assistenza medica.

La causa principale che determina questo disturbo è l’idealizzazione eccessiva, le differenze culturali, la lingua, la fatica e particolare difficoltà all’adattamento a situazioni nuove e inaspettate. L’ambasciata giapponese a Parigi ha attivato una linea telefonica con l’intento di fornire aiuto psicologico a coloro che ne vengono colpiti. Lo shock di dover fare i conti con una città indifferente alla loro presenza lancia i turisti in un vortice psicologico.