La Pasqua in Sicilia è per gli abitanti dell’isola è un momento molto atteso. In occasione della Settimana Santa sono diversi i festeggiamenti che vengono svolti seguendo antiche tradizioni che comprendono cerimonie, processioni e riti in cui il folklore, religiosità e spettacolo si uniscono per dare alla luce manifestazioni molto suggestive. In questo articolo ve ne racconteremo alcune, anche se in molti casi le disposizioni di salvaguardia relativi al Covid 19 hanno limitato o annullato le iniziative.

Agrigento

Il momento più suggestivo della Settimana Santa è la processione del Venerdì Santo che si tiene lungo la via Atenea: bande musicali accompagnano le confraternite dal caratteristico saio nero che intonano suggestivi canti rituali dietro la sontuosa urna del simulacro del Cristo, seguito dalla statua della Madonna addolorata. Il tutto termina la domenica, ancora in via Atenea, con l’incontro tra le statue della Madonna e del Cristo Risorto. Non solo in città ma anche in provincia troviamo diverse manifestazioni religiose, ne è un esempio Aragona con la rappresentazione del “U’Ncontru”, ovvero “l’incontro” fra i Santi Pietro e Paolo. I due, raffigurati con dei busti di legno e cartapesta, vengono portati in spalla per le vie del centro storico. Degna di nota è anche la Pasqua a San Biagio Platani. A rendere originale questa celebrazione sono gli Archi di Pasqua, delle imponenti costruzioni realizzate con telai di legno e intrecci di canne ornate da sculture di pane e decorazioni varie.

Messina

Una delle manifestazioni più suggestive della città è quella delle “Barette” il Venerdì Santo, che anche quest’anno (per la terza volta consecutiva) non verrà realizzata per l’emergenza Covid 19. Durante la processione sfilano undici Barette (o vare) che mettono in scena i momenti principali della passione di Cristo, dall’Ultima Cena con gli apostoli all’intera Via Crucis. È invece tipica della domenica di Pasqua la processione della Madonna e del Cristo Risorto anche conosciuta come la festa degli “Spampanati”. Il nome particolare si deve agli abiti delle donne del quartiere Portalegni: esse usavano indossare ampi vestiti di seta colorati per celebrare l’arrivo della primavera e la conseguente fioritura della natura, simbolo di resurrezione e rinascita.

Enna

Le celebrazioni in città in occasione della Settimana Santa derivano da antiche tradizioni di origine spagnola. Il giorno della Domenica delle Palme cominciano i riti con la processione di Gesù e degli Apostoli e l’ingresso di Gesù a Gerusalemme. Presso il Santuario di Papardura, infatti, i confrati della Passione rappresentano l’arrivo del Messia nella città santa. Il momento culminante delle celebrazioni pasquali si ha nella giornata del Venerdì Santo, quando tutte le Confraternite giungono al Duomo e lì incominciano a comporsi per la solenne processione. I riti proseguono la Domenica di Pasqua con la cerimonia detta “A Paci” quando le statue del Cristo risorto e della Madonna si incontrano per poi essere portate all’interno della chiesa, dove rimangono esposte per una settimana. La manifestazione non finisce qui: la domenica successiva, detta Domenica in Albis, le Confraternite con il vicario foraneo della città e i fedeli, si recano in processione nei pressi del Castello di Lombardia, dove, con il simulacro della Trinità portato a spalla dai confrati dello Spirito Santo, viene impartita la solenne benedizione dei campi.