Dal 18 Ottobre scatteranno i dazi Usa. A comunicarlo è stato il Dipartimento del Commercio Statunitense. La WTO, l’Organizzazione Mondiale del Commercio, ha stabilito che gli Usa potranno imporre dazi all’Europa per 7,5 miliardi di dollari come compensazione per gli aiuti illegali concessi al consorzio aeronautico Airbus. Nel mirino di Trump ci sono le eccellenze agroalimentari italiane che rappresentano ad oggi una vera fonte di ricchezza per il nostro Paese. Vediamo ad esempio il caso degli agrumi siciliani che fanno parte di quegli alimenti che verranno tassati. Ogni anno l’esportazione dall’Italia di arance, mandarini e limoni tocca un giro di affari di ben 600 mila euro.  Applicando i dazi, gli Stati Uniti renderanno più cari i prodotti stranieri invogliando a favorire le imprese locali e al contrario sfavorendo l’acquisto di prodotti provenienti dall’Europa. Una politica che costituisce la base all’approccio economico protezionista. Per questa ragione la Coldiretti dichiara le sue preoccupazioni soprattutto su prodotti di punta quali il Parmigiano Reggiano ed il Grana Padano, con un valore delle esportazioni di 150 milioni di euro nel 2018 in aumento del 26% nel primo semestre di quest’anno. Anche il pecorino ha un grosso valore pari a 65 milioni di euro in crescita del 29%, così come il provolone ed i prosciutti di suini non domestici (esclusi dop).  Ha espresso la sua preoccupazione anche il premier Conte che ha sottolineato come la decisione sui dazi rappresenti davvero un problema molto serio.  Un vero disastro insomma se contiamo che  il mercato americano vale per il nostro alimentare circa 5,2 miliardi di dollari. All’inizio del prossimo anno il Wto stabilirà se sanzionare anche Boeing. A quel punto si potrebbero imboccare due vie: imporre dazi agli Stati Uniti o maturare finalmente un’intesa.